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Da Mint 18 a Mint 19.1 storia di un aggiornamento – personalizzazione parte 1

Dopo il post di introduzione : http://www.appuntidilinux.it/2019/03/14/da-mint-18-a-mint-19-1-storia-di-un-aggiornamento-introduzione/

passiamo ad approfondire l’esperienza con Mint 19.1 cinnamon con particolare riferimento alla personalizzazione del desktop.

La Versione 19.1 di Mint cinnamon porta innovazioni importanti rispetto alle precedenti, che si possono intuire guardando il video sopra.

La installazione di default e’ come sempre un po’ standard e diciamo “spartana” o limitata,  ma Il Desktop Cinnamon e’ stato aggiornato alla versione 4.0 e offre molte piu’ personalizzazioni facilmente gestibili dall’utente finale da tasto destro del mouse sullo schermo o agendo con tasto destro sul pannello inferiore o direttamente dal pannello di controllo di mint o da voce Preferenze del menu.

IL file manager Nemo anche e’ stato aggiorato alla versione 4.0.6 che promette maggiore stabilità e velocità, e’ personalizzabile mediante la funzione da menu “modifica” e poi preferenze, scorrendo tra le varie opzioni di sinitra di puo’ personalizzare a piacimento tante funzioni.

Attenzione che alla prima esecuzione alcune voci aggiuntive che di norma ci si aspetta in un file manager sono invisibili e per farle apparire occorre cliccare con tasto destro su file o cartella e nel menu a tendina cliccare sul simbolo del + a destra della prima voce Apri.

Ad esempio “crea collegamento” non appare di default ma estendendo le funzioni poi appare e cosi anche per altre funzioni.

Sempre dal menu “modifica” si puo’ selezionare estensioni per aggiungere altre funzioni al file manager Nemo o abilitare o disabilitare quelle esistenti

Ecco una prima funzione nascosta che invece, almeno nel mio caso, mi sembra molto carina ovvero per default manca la voce “ridimensione icona” che permette di ridimensionare le icone

singolarmente del vostro dektop anche quelle di sistema come il cestino per esempio della dimensione da voi desiderata.

Fare molta attenzione nell’utilizzo di questa funzione mi raccomando!

Prima di tutto occorre installare il pacchetto dconf-editor ( editor della configurazione praticamente l’equivalente del regedit di winzoz)

una volta installato e aperto andare nella voce ORG poi  NEMO poi DESKTOP e scorrendo arrivare alla voce : use-desktop-grid e disabilitarla

uscire dal programma e da questo momento nel menu contestuale di destra cliccando su ogni icona uscira’ anche “ridimensiona icona”

Con lo stesso programma si possono settare molte impostazioni nascoste per il Desktop e tanto altro nelle varie sezioni ma mi raccomando fate attenzione usare con cautela.

Dopo questa sezione molto delicata e tecnica passiamo al settaggio piu’ semplice….

Il pannello inferiore e’ personalizzabile totalmente con click del tasto destro sulla parte destra e selezionando configura, si possono aggiungere applet scegliendo da un elenco (una utile secondo me e’ cambio spazio di lavoro che permette di avere piu’ desktop virtuali al posto di uno solo, lui ne mette 4 ma poi si possono aggiungere o eliminare, io ne uso 2 e sono piu’ che sufficienti). Si puo’ modificare la altezza della barra e delle icone contenute e tante altre personalizzazioni.

Anche la parte di sinistra del pannello si puo’ personalizzare semplicemente aggiungendo applicazioni pronte per essere usate, basta andare nel menu e cliccando su una applicazione selezionare aggiungi al pannello ( io metto sempre la calcolatrice, il cattura schermata e il terminale per evitare di cercarli sempre nei vari menu).

Ok e’ inutile che parli dello sfondo desktop quello e’ banale lo scegliete voi tra quelli proposti o ne trovate una infinita’ in rete gia pronti idem per salvaschermo o cose similari.

Per visualizzare le icone del cestino e rete che per defaulti non escono dopo la installazione, andate nel pannello di controllo e selezionate Desktop poi abilitate tutto, non avere un cestino visibile e’ inproponibile secondo me.

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Da Mint 18 a Mint 19.1 storia di un aggiornamento – Introduzione

Da Mint 18 a Mint 19 cronaca di una migrazione parte 1à

Era da tempo che meditavo  un aggiornamento del mio Linux Mint 18.3 64 bit Cinnamon alla versione 19 o 19.1, entrambe LTS in quanto basate su Ubuntu 16.04 LTS la prima e Ubuntu 18.04 LTS la seconda ma usando il pc per lavoro non mi decidevo mai, alla fine lo ho fatto.

Premetto, per chi non lo sapesse, che mentre Ubuntu rilascia LTS ( supporto a lungo termine) per le versioni con numero pari.04 esempio 14.04, 16.04, 18.04, quindi ogni due anni in aprile piu’ o meno, per Mint ogni versione con numero pieno e’ una LTS basata sul rispettivo ubuntu lts e nel frattempo rilascia varianti esempio 18.1, 18.2, 18.3 con alcune modifiche in attesa della futura basata sul nuovo Ubuntu LTS, ma sono tutte a supporto a lungo termine.

La 19.x si basa su ubuntu Bionic mentre la 18.x si basava sulla ubuntu xenial

Ecco un esempio :

Mint usa nomi femminili, la Ubuntu nomi difficilmente comprensibili….  🙂

Detto questo, altri motivi per non aggiornare erano:

  • la grande quantita’ di file e cartelle personali presenti nel pc e
  • il sempre consigliato detto: “non aggiornare mai a una release appena uscita ma attendere almeno qualche mese che si assesti con i vari aggiornamenti e patch del sistema”.

La versione 19 o 19.1 ha di innovativo rispetto alle precedenti, la nuova Cinnamon ver. 4.0 il kernel 4.5 e da quanto leggevo migliori prestazioni e minor consumo di risorse oltre al file manager Nemo ( personalmente ho sempre preferito nautilus) migliorato e aggiornato.

Alla fine mi sono deciso ma io ho fatto cosi’:

Nel mio pc ci sono 4 partizioni:

1) Efi ( dove va installato il bootloader ) di pochi megbyte –

2) una partizione per sistema operativo di circa 50gb –

3) una partizione dedicata a /home quindi a tutti gli utenti creati e relativi dati –

4) una partizione swap piccola ma c’e’ lo stesso pur avendo 12 gb di ram.

Sulla swap c’e’ chi dice che si puo’ fare a meno c’e’ chi dice che meglio crearla anche se non la si usa alla fine da me c’e’ ma non viene mai usata avendo cosi’ tanta Ram.

Relativo a questo argomento se avete molta ram almeno 8gb vi consiglio di leggere il mio post: http://www.appuntidilinux.it/2016/03/26/forzare-lutilizzo-della-ram-come-swap-e-velocizzare-linux/

Nella partizione /home c’era il mio utente “roberto” con tutti i dati file etc…. ovviamente salvati anche tutti su disco esterno, io uso rsync ma basta anche un copia e incolla normale,  quindi per non cancellare tutto e ricaricare dati cartelle e file ho prima provato la 19.1 64 bit cinnamon da chiavetta usb per testare tutto l’hardware e poi sono partito con la installazione.

 

Durante la installazione ho avuto l’accortezza di dire al sistema di installare tutti i software di terze parti e aggiuntivi poi ho specificato bene di usare /sda1 ( la partizione Efi) per la installazione del boot loader e quindi GRUB, di usare /sda2 per sistema operativo formattando in ext4, e qui viene il bello di usare la 3à partizione /sda3 per la /home dove creare l’utente con nome diverso dal precedente e di non formattare la partizione, per il resto la 4à partizione /sda4 Swap la ha riconosciuta ed e’ partita la installazione senza problemi creando alla fine un nuovo utente “lissa” nel mio caso nella /home non formattata.

Riavviato il tutto, fatto tutti gli aggiornamenti vari di sistema, configurato un po’ il desktop e testato la funzionalita’ dell’ hardware.

A questo punto rimaneva la reinstallazione del software da me di norma utilizzato e non già compreso tra quello di default e riportare i dati e le cartelle e file personali da utente vecchio “roberto” in nuovo utente “lissa”….

Completare il tutto con il custom particolare che vi spieghero’ nei prossimi post del desktop ovvero temi icone etc……

Queste ultime operazioni mi hanno impegnato un po’ di tempo, ho trovato alcuni ostacoli ma risolto tutto ….

Vi spiego come e cosa ho fatto nel prossimo post a breve.

Qui trovate il link sulle novita’ della versione 19.1 Cinnamon : https://blog.linuxmint.com/?p=3669

Qui l’area download per le varie versioni desktop: https://www.linuxmint.com/download.php

S.E.&O.

Grazie Roberto Lissandrin

Segue in : http://www.appuntidilinux.it/2019/03/15/da-mint-18-a-mint-19-1-storia-di-un-aggiornamento-personalizzazione-parte-1/

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Tre belle distribuzioni linux rinnovate nel 2018

Una bella panoramica su tre distribuzioni Linux che stanno avendo molto successo, rinnovate nel 2018

Deepin  Based on: Debian (Unstable) Architecture: armhf, x86_64 Desktop: Deepin Category: Desktop

Antergos  Based on: Arch Architecture: x86_64 Desktop: Cinnamon, GNOME, KDE, MATE, Openbox, XfceBased on: Arch Category: Desktop, Live Medium

Zorin  Based on: Debian, Ubuntu (LTS) Architecture: i386, x86_64 Desktop: GNOME, LXDE Category: Beginners, Desktop, Live Medium

E’ uscita la versione 18.04 di Ubuntu LTS che abbandona definitivamente Unity ed e’ disponibile con diversi Desktop grafici :  https://www.ubuntu-it.org/  con gnome  e le diverse versioni derivate: https://www.ubuntu-it.org/download/derivate

Sta pero’  per uscire la nuova release di Linux Mint 19 LTS ricca di novità interessanti : https://www.linuxmint.com/release.php?id=32 ancora in Beta per ora nelle versioni Mate, Cinnamon e Xfce

Roberto Lissandrin

 

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Appimage software per linux senza installazione

AppImage – Ci sono modi per installare software in Ubuntu o in qualsiasi altra distribuzione Linux.

Ad esempio: Scaricare file .deb o .rpm e fare doppio clic su di essi per installare il software è uno dei modi più convenienti.

Spesso, quando si aggiorna la versione del proprio linux puo’ capitare di non trovare nei repository originali alcuni software perche’ o non ancora testati o considerati obsoleti o non  recentemente aggiornati.

Pero’ spesso si ha bisogno di alcuni di questi software perche’ per esempio siamo abituati ad utilizzare.

Aggiornando recentemente la distribuzione ho avuto bisogno per esempio di avidemux, fotowall e altre ma non erano installabili.

Di recente, potresti aver notato che alcune applicazioni vengono scaricate con un’estensione .appimage. e potresti chiederti cosa sono questi file .appimage.

In questo tutorial ti mostrerò cos’è  e come utilizzare AppImage per installare applicazioni in Linux.

In aggiunta a ciò, ti dirò anche alcune cose che dovresti tenere a mente mentre usi AppImage.

A. Che cos’è AppImage?

Prima di tutto il link ap progetto originale : http://appimage.org/

Utilizzo di AppImage in Linux

Per anni abbiamo pacchetti DEB per distribuzioni Linux basate su Debian / Ubuntu e RPM per distribuzioni Linux basate su Fedora / SUSE.

Sebbene questi pacchetti forniscano un modo conveniente di installare software per i rispettivi utenti di distribuzione, non è il più conveniente per lo sviluppatore dell’applicazione.

Gli sviluppatori devono creare più pacchetti per più distribuzioni.

È qui che entra in gioco AppImage.

AppImage è un formato di pacchetto software universale. Imballando il software necessario tutto in una AppImage, lo sviluppatore fornisce solo un file.

L’utente finale, cioè tu, può usarlo nella maggior parte (se non tutte) delle moderne distribuzioni Linux

AppImage non installa il software nel modo tradizionale
Un tipico software Linux creerà file in vari punti de sistema, richiedendo il permesso di root per apportare queste modifiche al sistema.

AppImage non lo fa.

In realtà, AppImage non installa realmente il software. È un’immagine compressa con tutte le dipendenze e le librerie necessarie inglobate per eseguire il software desiderato.

Esegui il file AppImage, esegui il software. Non c’è estrazione, nessuna installazione.

Eliminare il file AppImage, il software viene rimosso (lo vedremo in seguito). È possibile confrontarlo con file .exe in Windows direttamente eseguibili, che consentono di eseguire il software senza effettivamente passare attraverso la procedura di installazione.

Consentitemi di elencare alcune delle funzionalità o i vantaggi di AppImage.

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Navigare al sicuro nella rete

Navigare al sicuro nella rete – “Ovvero tutelare la propria privacy”

Tra le novità introdotte da poco più di un anno nel’universo di Internet, spicca senz’altro al primo posto la cookie policy, ovvero l’obbligatorietà per chi possiede un sito web o un blog di informare il proprio visitatore che, durante la visita al sito, sul suo PC verranno rilasciati alcuni cookies con la scusa di favorire l’esperienza di esplorazione del sito stesso.

 

Ma cosa significa esattamente?

“In parole povere significa consentire al proprietario del sito web o del blog di tenere traccia delle pagine che visitiamo, compresi i collegamenti da e verso il website ed in alcuni casi, anche di permettere il tracciamento, ovvero la registrazione, di alcuni dei nostri dati definiti dal D.Lgs 196 sulla privacy, come dati sensibili.”

Il proprietario del sito web è ora tenuto ad informarvi inoltre del successivo trattamento che potrebbero subire quei dati e voi, ovviamente siete liberi, di accettare cliccando sul pulsante accetta, ok, etc. o anche solo proseguendo nella navigazione, oppure di abbandonare la visita al sito chiudendo semplicemente la tab o la finestra relativa.

Mettiamo che accettiate consapevolmente di proseguire nella navigazione. In questo caso ogni pagina che visiterete, ogni articolo che leggerete, ogni click che farete saranno tracciati, memorizzandoli in uno o più cookies (trad. Inglese di “biscottini”) che andranno a popolare la cosiddetta cache del browser.

Ogni volta che tornerete a visitare quel determinato sito, i cookies memorizzati nel vostro PC si aggiorneranno. Così il proprietario del sito avrà uno storico di tutti i vostri movimenti tra le pagine, che permetteranno agli analisti del media marketing di migliorarne i contenuti; incrementando il tempo di permanenza del visitatore sul sito, con nuove ed accattivanti strategie di comunicazione.

Questo ed altri stratagemmi informatici consentono di aumentare il valore di gradimento del sito e contribuiscono al’aumento dei guadagni dei proprietari o dei gestori, attraverso i vari banner pubblicitari o link attivi che ormai infestano il web (ndr. peggio che gli spot in tv).

Purtroppo l’unico strumento di cui disponiamo per impedire che ciò avvenga è quel pulsante di accettazione a cui ormai non facciamo più caso. Lo clicchiamo inconsciamente e con disappunto, quasi obbedissimo roboticamente agli ordini di un deus ex machina di cui siamo schiavi.

Dovremmo invece renderci conto che, migliorando la percezione d’insieme, possiamo arginare questo fenomeno a cui sono soggetti anche tutti i social media che quotidianamente frequentiamo per sentirci meno soli o più in compagnia.

Ricordandovi che è buona norma svuotare la cache del browser (come Aranzulla ci insegna) in seguito ad ogni surfata sulle onde della rete, anche solo per cancellare la cronologia di navigazione ad occhi indiscreti,  Auguro a Tutti una Buona Navigazione!

Articolo di :  Fulvio Tarable  

supporto@fulviotarable.com

www.fulviotarable.com

 

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Come aggiornare il Kernel linux e tenerlo sempre aggiornato

Vi ricordo che il Kernel e’ il cuore di Linux e funge da interfaccia tra Software e CPU Memoria e Device dell’ Hardware

Ogni distribuzione al momento del rilascio viene distribuita con una specifica versione del Kernel di Linux, poi ogni tanto mediante l’apposito programma di aggiornamento del sistema che varia

da distribuzione a distribuzione può venire proposto l’aggiornamento del kernel stesso.

Ci sono casi in cui pero’ alcune versioni del kernel entrano in conflitto con l’hardware in uso e si rende necessario forzare l’aggiornamento prima del rilascio ufficiale.

In questi casi come e’ successo a me per esempio dopo la installazione di Mint 18.3, per problemi di schermata nera al boot, puo’ essere utile aggiornare il Kernel.

Esiste una utility UKUU che permette di scaricare versioni piu’ aggiornate del kernel e una volta installata vi tiene anche aggiornati sulle nuove versioni disponibili permettendovi di decidere se installare gli aggiornamenti oppure no.

 

E’ sicuramente compatibile con Debian e derivate quindi anche Ubuntu e Mint e altre ….

Prima di descrivere UKUU puo’ essere utile sapere come forzare la visualizzazione del GRUB all’avvio per poter scegliere una versione precedente piu’ vecchia nel caso che il nuovo kernel generi problemi.

Per visualizzare il GRUB sempre ad ogni avvio occorre aprire un terminale di linux e digitare:

sudo gedit /etc/default/grub  per editare il file di configurazione del Grub…

dovete cercare la istruzione: GRUB_HIDDEN_TIMEOUT=0 e modificarla mettendo il simbolo # davanti alla fine dovra’ essere cosi: #GRUB_HIDDEN_TIMEOUT=0

fatto questo occorre cercare la istruzione : GRUB_TIMEOUT e modificarla per esempio cosi’ : GRUB_TIMEOUT=15

e salvare il file.

In questo modo gli si dice di visualizzare il grub e attendere 15 secondi prima di proseguire in automatico ma avrete tutto il tempo per selezionare la seconda voce del menu del grub e scegliere con quale versione del Kernel avviare il sistema.

Per rendere effettive le modifiche occorre dare il seguente comando prima del riavvio : sudo update-grub

p.s. gedit e’ un editor di sistema se non installato lo potete installare prima di eseguire il tutto oppure usare al posto di gedit l’editor da voi preferito.

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Uefi o Legacy quale scegliere e come installare linux in Uefi

Uefi o Legacy?

 

Legacy e’ il vecchio sistema di bios per il boot, Uefi e’ il nuovo sistema sempre per il boot

La differenza sostanziale e’:

Unified Extensible Firmware Interface (UEFI) è il successore dei vecchi BIOS.

UEFI utilizza il GUID Partition Table (GPT), mentre BIOS utilizza lo schema di partizionamento Master Boot Record (MBR).
GPT e MBR sono entrambi i formati che specificano le informazioni di partizionamento fisico sul disco rigido.
Qui di seguito vediamo la differenza:
– Dimensione massima della partizione in MBR è 2 TB, mentre in UEFI è 9 zetabyte
– MBR può avere al massimo 4 partizioni primarie mentre GPT può averne 128.
– MBR può memorizzare solo un bootloader, mentre GPT ha dedicato una partizione separata di sistema EFI (ESP) per la memorizzazione di bootloader multipli. Questo è molto utile se si hanno due o più sistemi operativi che richiedono diverso bootloader.
– Gui più avanzata e più facile da utilizzare
– UEFI offre avvio sicuro (Secure boot) che può impedire ai virus di auto avviarsi al caricamento e quindi di intaccare il boot dei sistemi.
Il più grande vantaggio di UEFI è che può lavorare a fianco del BIOS.
Il precedente Legacy può ancora essere utilizzato in dispositivi che non richiedono storage di grandi dimensioni o di sicurezza. Quindi un diverso tipo di gestione delle partizioni del disco e minor limitazioni, utile per i grossi pc e server per esempio.
In aggiunta l’Uefi ha il secure boot che permette di settare una password da assegnare alla partizione di boot, in questo modo ogni programma che tenta di modificare la partizione di boot deve essere autorizzato da password ( questo puo’ essere utile per evitare malware o similari che si installano in boot ).
Il secure boot e relativa password si puo’ disattivare da bios volendo.
Il disco con Uefi viene gestito cosi’:
– La tabella delle partizioni del disco intero e’ in GPT nuovo standard per la gestione delle partizioni del disco, che sostituisce l’MBR (Master Boot Record).
Quindi nell’intero disco va creata una tabella delle partizioni in formato GPT
che consente quindi utilizzo di sole partizioni primarie senza più la necessità di partizioni estese e logiche.
-Viene creata una partizione da 256 mb o 512mb di tipo efi dedicata in formato Fat32
– Poi si possono creare tutte le partizioni che si vuole:
​In linux per esempio si aggiunge una partizione di circa 25/35gb formattata ext4 ( primaria ) per il sistema operativo detta partizione di boot identificata con ( / )
poi si aggiunge la partizione per lo spazio utenti sempre ext4 della dimensione desiderata detta di home (/home) e infine una partizione sempre primaria di swap (/swap) che di norma andrebbe fatta minimo della stessa dimensione della ram o doppia anche se nel caso di possieda di molta Ram esempio anche 8GB difficilmente linux usera’ lo swap.
Windows 8, 8.1 e 10 gestiscono l’uefi mentre dal windows 7 in giu’ occorre legacy (vecchio standard)
le ultime distribuzioni Linux supportano Uefi
Nel mio caso per installare linux in Uefi ho fatto cosi’:
1) creato nuova tabella delle partizioni GPT per intero disco, poi creato partizione primaria di tipo efi di 250mb, poi partizione 35gb per (sistema operativo) /, poi partizione ampia per ( dati utente) /home e  partizione per /swap.
Al momento di creare quella efi da 250mb gli ho detto che non era una partizione formato ext4 ma riservata EFI.
Installato il tutto mi ha solo chiesto di assegnare una password per secure boot e tutto e’ andato liscio.
Volendo da Bios la password per secure boot puo’ essere disabilitata prima della installazione.
Reboot finale e’ tutto ha funzionato
Considerazioni: a meno che non si debbano gestire molte partizioni e dischi e file di grandi dimensioni va’ benissimo anche il vecchio Legacy ma per non stravolgere la struttura del disco in computerrecenti gia’ dotati di windows 8 o superiore sul quale si voglia installare linux allora va bene lasciare UEFI.
Roberto Lissandrin
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CCleaner infettato da un malware

Pare che il noto programma per la pulizia dei sistemi operativi Ccleaner, sia stato infettato da attacco hacker, occorre al piu’ presto aggiornare la versione [download] .

Infatti Piriform stessa, insieme ad un gruppo di ricercatori specializzati in sicurezza informatica, ad ammettere come i suoi server siano stati compromessi per caricare una versione infettata da malware di CCleaner.

Le versioni in questione sono CCleaner v5.33.6162 CCleaner Cloud v1.07.3191, distribuite a partire da agosto, fino al 12 settembre scorso (il 15 settembre la variante Cloud) giorno in cui Piriform si è accorta dell’attacco.

Craig Williams, ricercatore di Talos, ha spiegato che si tratta di un attacco molto sofisticato: la versione infetta sarebbe stata infatti in grado di usare i permessi di amministrazione per scaricare altri malware e potenzialmente dare accesso agli hacker malevoli a milioni di PC.

Fortunatamente spiega Williams l’attacco sarebbe stato scoperto in una fase ancora non critica, durante la quale i cybercriminali stavano solo raccogliendo informazioni generiche piuttosto che installare malware.

A partire dal momento della scoperta, quindi le suddette date, sono state rilasciate versioni fixate di CCleaner. Se quindi anche voi utilizzate questo software sul vostro PC correte subito ai ripari aggiornando il prima possibile!

CCleaner è stato infettato da un malware. Correte ad aggiornare!

CCleaner è stato infettato da un malware. Correte ad aggiornare!

Fonte: www.smartworld.it/informatica/ccleaner-infettato-settembre-2017.html

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Errore in aggiornamento google Chrome su ultime versioni di Ubuntu e derivate

In questi giorni gli utenti Ubuntu e derivate che utilizzano Google Chrome sui propri PC stanno ricevendo il seguente errore GPG quando vanno ad aggiornare il proprio sistema da terminale

o da apposita funzione di aggiornamento sistema, nel caso di mint da mint update.

Errore:

W: Errore GPG: http://dl.google.com/linux/chrome/deb stable Release: Le seguenti firme non sono state verificate perché 
la chiave pubblica non è disponibile: NO_PUBKEY 6494C6D6997C215E
E: The repository 'http://dl.google.com/linux/chrome/deb stable Release' is not signed.
N: Updating from such a repository can't be done securely, and is therefore disabled by default.
N: See apt-secure(8) manpage for repository creation and user configuration details.

Questo errore deriva dal fatto che Google ha cambiato le firme GPG (o saranno scadute) e quindi il sistema non è in grado di verificare l’attendibilità delle stesse.
Risolvere è però molto facile, vi basterà aprire il terminale e digitare:

wget -q -O - https://dl.google.com/linux/linux_signing_key.pub | sudo apt-key add -

Una volta fatto vi basterà aggiornare nuovamente e l'errore sparirà.

Fonte: http://www.marcosbox.org/2017/08/ubuntu-e-chrome-risolvere-errore-gpg.html

Ubuntu e Chrome: risolvere l’errore GPG

Scopriamo come risolvere l’errore GPG di Google Chrome che sta comparendo da qualche giorno su Ubuntu e derivate.

Fonte: www.marcosbox.org/2017/08/ubuntu-e-chrome-risolvere-errore-gpg.html


Roberto Lissandrin
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Lista Iptv spesso aggiornata e funzionante con tantissimi canali

Il mondo delle IPTV e’ vasto, va da semplici link singoli da aprire con un player come ad esempio vlc (apri flusso di rete)

skytg24: http://skyianywhere2-i.akamaihd.net/hls/live/200275/tg24/playlist.m3u8

Radio montecarlo TV: http://fms.105.net:1935/live/rmc1/playlist.m3u8

RAi news24: http://b2everyrai-lh.akamaihd.net/i/rainews_1@179616/index_1800_av-p.m3u8

Virgin TV: http://fms.105.net:1935/live/virgin1/playlist.m3u8

(Gli indirizzi sopro riportati li ho testati il 23 Marzo 2018 e funzionano)

E tanti altri trovati qua e la’ in rete e spesso funzionanti a liste vere e proprie di canali tv e altro, gratuite come ad esempio:

PANDA SAT (molti canali funzionano altri no)

http://www.pandasat.info/iptv/kodi

aprite vlc player andate su file apri flusso di rete e inserite: http://www.pandasat.info/iptv/kodi come flusso e dopo qualche secondo vi sara’ aggiornata la lista canali.

Ci vuole qualche secondo per aprirsi perche’ si auto aggiorna, quando esce qualcosa a video con visualizza scaletta vedrete tutti i canali disponibili

Ecco un altro sito che mette a disposizione liste di canali anche Italiani: https://www.iptvsource.com/category/europe-iptv-lists/italy-iptv-lists/

e un altro ancora: https://freeworldwideiptv.com/ attenzione che questi siti nascono e muoiono spesso per stare aggiornati cercate in google “iptv m3u list” e ne

troverete tanti.

KODI TV (molti canali funzionano altri no)  http://bit.ly/m3ubyinfogw

Lista di canali tv liberi per kodi ma utilizzabile sempre anche con vlc ( sempre con apri flusso di rete).

E cosi’ via…. oppure ci si iscrive con telegram al canale di pallok o ad altri canali,  per avere le liste ogni giorno aggiornate ma per arrivare a scaricarle occorre sorbirsi spesso molta pubblicita’.

In KODI , noto mediacenter ( software ) ci sono tanti addons dedicati ai video e canali tv vi consiglio il sito www.androidaba.com o www.pallok.com

per avere tutte le informazioni a riguardo.

Una cosa e’ certa pero’, quello che sicuramente funziona e’ solo quello che si ottiene a pagamento, attenzione che in Italia lo streaming di canali a pagamento (sky mediaset premium etc.) sono vietati quindi in teoria non e’ legale l’uso ma neanche la vendita di tali servizi.

Esistono servizi che hanno i server fuori italia dove non e’ vietato lo streaming date un occhio a IPTVTHEBEST ( http://www.iptvthebest.net/ ) per esempio

Come funziona la visione dei canali e’ cosa molto semplice, ci sono server in internet che inviano in tempo reale o on demand streaming video dei vari canali, bisogna conoscere l’url del server e del canale e a volte avere user e password per accedere.

Buon divertimento

Roberto Lissandrin

 

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