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Trasformare la TV in uno Smart TV

Uno Smart TV

SMARTPHONE & GADGET

Si può trasformare un televisore in uno smart TV? Sì. E spendendo poche decine di euro

Accade sempre più raramente, ma può succedere di trovarsi in un punto vendita di una grande catena di elettronica (o girovagando tra le sezioni di uno store di e-commerce) e vedere di fronte a sé un televisore FullHD da 40 pollici o superiore senza, però, nessuna funzionalità Smart. E, bisogna fare attenzione, non si tratta necessariamente di un fondo di magazzino o di un modello invenduto da tempo: i televisori “stupidi” infatti, hanno prezzi di listino di molto inferiori rispetto agli SmartTv e possono essere trasformati in “intelligenti” con una spesa esigua.

Trasformare un televisore in uno SmartTV, infatti, è un’operazione relativamente economica che non richiede particolare sforzi da parte dell’utente. Una volta accertato che il proprio TV ha almeno una porta HDMI libera, infatti, si può procedere con la scelta del dispositivo che più si adatta alle proprie disponibilità economiche e alle proprie esigenze. Convertire il TV in Smart, dunque, lascia all’utente maggiore libertà di scelta, potendo optare per le soluzioni più disparate.

Se vi state chiedendo come trasformare un televisore in Smart, dunque, niente di più semplice: basta dotarsi del giusto apparecchio e dal TV del salotto sarà possibile navigare online, controllare i propri profili social, collegarsi ai servizi di TV on demand e molto altro ancora.

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SHASHLIK: LE APP ANDROID SBARCANO SU LINUX!

shashlikCos’è Shashlik?

Shashlik è un progetto molto interessante nato l’estate scorsa dall’idea degli sviluppatori diKDE, community dietro l’omonimo ambiente desktop per distro Linux, i quali si sono posti come obiettivo quello di far girare le app Android su Linux. L’idea che a prima vista puo’ sembrare folle è in realtà giustificata dal fatto che Android è basato proprio su Linux, ovviamente l’incompatibilità delle app Android è causata da librerie e runtime differenti.

Come funziona?

Shashlik potrebbe sembrare, a prima vista, un semplice emulatore. In realtà è molto di piu’, infatti la grafica delle applicazioni viene renderizzata direttamente sul sistema Linux, cio’, chiaramente, garantisce maggiore efficienza e prestazioni superiori. Quando viene installata un’applicazione Android, il software crea una voce di menù con l’icona dell’app cosi’ è possibile lanciarla come qualsiasi altro programma. Chiaramente la mole di lavoro è stata importante e una versione stabile del software è stata rilasciata solo di recente (versione 0.9.3), i pacchetti sono funzionanti su Ubuntu e Arch Linux.

Una volta installato è sufficiente selezionare l’APK poi ‘apri con …’ e infine lanciare il comando

“/opt/shashlik/bin/shashlik-install“

Fatto cio’ l’app sarà subito funzionante.

Chiaramente tutto cio’ non è esente da bug e da problemi, ad esempio se un APK ha codice nativo, per funzionare questo deve prevedere il supporto ai processori x86, oltre che ai processori ARM.

Shashlik, per ora, è quanto di meglio la piazza dei ‘simulatori’ puo’ offrire, Google è al lavoro su qualcosa di simile ma le indiscrezioni circa questo progetto sono poche e contraddittorie.

Una volta risolti gli ultimi problemi Shashlik potrebbe essere integrato nelle distribuzioniLinux oltre che essere sfruttato sugli smartphone Ubuntu per poter eseguire le app Android.

Per il download e per ulteriori informazioni circa questo progetto, chiaramente open-source, vi rimandiamo al sito ufficiale che potete raggiungere cliccando qui.

Curiosità:

Il nome del progetto, abbastanza impronunciabile, deriva dal russo Šašlyk ovvero un piatto che consiste in spiedini di carne marinata e arrostita.

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12 progetti Google poco noti ma molto interessanti

Da diverso tempo Google applica una politica chiamata del “20%”, che lascia all’interno della settimana lavorativa un giorno libero ai propri dipendenti, da destinare alla sperimentazione pura. Questo ha portato spesso alla realizzazione di progetti interessanti. Eccone 12 tra i meno conosciuti.

La parola Google ormai è sinonimo di molte cose. Ovviamente la prima cosa che viene in mente è l’omonimo motore di ricerca, ma ci sono tanti serviziche si usano quotidianamente, come Gmail, Google Maps, Google Drive.

Come fa Google a raggiungere questi risultati? Semplice, tramite la sperimentazione. Sperimentazione di idee e soluzioni che però per emergere va in qualche modo favorita. In ambito lavorativo però ci sono programmi da rispettare, scadenze e obiettivi da raggiungere, tutte cose che con la sperimentazione pura spesso non vanno d’accordo.

google sign

Da diverso tempo quindi Google ha deciso di lasciare ai propri dipendenti un giorno libero a settimana, nel quale poter provare a realizzare quello che hanno in testa, senza doversi preoccupare appunto del fatto che possa servire o meno effettivamente a qualcosa, che possa portare vantaggi concreti all’azienda etc.

In questo modo, nel tempo, sono venuti fuori diversi progetti. Google News, GMail e AdSense sono nati proprio così. Oggi quindi abbiamo deciso di parlarvi di altri 12 progetti molto meno noti ma non per questo meno interessanti e soprattutto validi anche dal punto di vista educativo.

continua >> http://www.tomshw.it/articoli/12-progetti-google-poco-noti-ma-molto-interessanti-74655-p2

Roberto Lissandrin

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Asus GTX 950-2G senza connettore aggiuntivo, che efficienza

Asus propone una GTX 950 senza connettore di alimentazione ausiliario a 6 pin. La scheda ha un TDP di 75 watt contro i 90 watt delle GTX 950 finora arrivate sul mercato.

Asus ha portato sul mercato una versione della GeForce GTX 950 sprovvista di connettore di alimentazione ausiliario a 6 pin. La scheda, infatti, funziona usando solamente l’energia proveniente dallo slot PCI Express. Per questo il TDP indicato è pari a circa 75 watt.

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La GTX 950 tradizionale ha un TDP di 90 watt che impone la presenza di un connettore ausiliario a 6 pin. La riduzione di 15 watt per quanto riguarda il TDP, in linea teorica, consente una riduzione dei consumi del 17%, anche se molto dipenderà dal tipo di carico lavoro a cui sarà assoggettata la scheda.

La Asus GTX 950-2G ha 768 stream processor che operano a 1026 – 1190 MHz nella modalità Gaming (default), coadiuvati da 2 GB di memoria GDDR5 a 6610 MHz su bus a 128 bit. La GPU è grado di accelerare in OC Mode a 1051 – 1228 MHz.

Con una lunghezza di 21 centimetri, una larghezza di 11,3 centimetri e uno spessore di 4 centimetri, questa Asus GTX 950-2G è raffreddata da un dissipatorea doppia ventola ed è accompagna da fasi Super Alloy Power II. Nella parte posteriore troviamo un’uscita DVI-I, una HDMI e una DisplayPort.

Leggi anche: Prestazioni GeForce GTX 950, una nuova scheda video per la fascia bassa

Al momento non è chiaro quando vedremo questa variante della GTX 950 sul mercato e a che prezzo, anche se in genere una GeForce GTX 950 si trova a circa 160 / 170 euro. Ci chiediamo inoltre se altri produttori seguiranno Asus nel proporre GTX 950 senza connettore ausiliario, in quanto tale progresso è probabilmente frutto dell’uso di GPU selezionate.

Fonte: http://www.tomshw.it/news/asus-gtx-950-2g-senza-connettore-aggiuntivo-che-efficienza-74869

Roberto Lissandrin

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I migliori visualizzatori di fumetti su Linux

Siamo amanti dei manga e dei fumetti e vogliamo leggere la nostra passione sull’amato pinguino? Ecco i migliori visualizzatori di fumetti su Linux.

Il fumetto è un’opera d’arte narrativa in forma di immagini a sequenza, da sempre amati sia dagli appassionati di super-eroi sia dagli amanti della cultura giapponese, patria dei manga. Leggere i fumetti su computer è diventata in questi anni una prassi: spesso i fumetti sono in un file di archivio composto da una serie di file di immagini, tipicamente PNG (compressione senza perdita) o JPEG (compressione con perdita di dati), raramente vengono usati GIF, BMP e TIFF ma sono decisamente più rari come formati. Se amiamo i fumetti e siamo amanti dell’open source, possiamo unire le nostre passioni!Visualizzare i fumetti su Linux è semplice: tanti programmi offrono la possibilità di leggere il proprio fumetto preferito su qualsia distribuzione.

Visualizzatori di fumetti su Linux

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Apple, Onu vs l’Fbi: “Violare quell’iPhone? E’ contro i diritti umani”

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“Le autorità rischiano di aprire un vaso di Pandora con implicazioni che potrebbero essere estremamente dannose per i diritti dell’Uomo”: l’Onu si schiera con Apple contro l’Fbi sul caso dell’iPhone appartenuto al terrorista della strage di San Bernardino

Venerdì, 4 marzo 2016 – 09:56:00 

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Errore : Failed to fetch http://dl.google.com/linux/chrome/deb/dists/stable/Release

Ciao a tutti continuo ad avere questa segnalazione da un po’ di giorni dopo aver fatto sempre gli aggiornamenti regolari:
Immagine incorporata 1
​Qualcuno ha idea di come risolvere ????
Sembra che i repository della nuova versione di chrome sia non disponibile
Soluzione:
http://www.webupd8.org/2016/03/fix-failed-to-fetch-google-chrome_3.html
Io avendo chrome 64 bit in linux ho eseguito da terminale il seguente comando e il problema e’ sparito :
sudo sed -i -e 's/deb http/deb [arch=amd64] http/' "/etc/apt/sources.list.d/google-chrome.list"

Ciao Roberto Lissandrin
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Ci ha lasciati l’inventore della email

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È morto nei giorni scorsi Ray Tomlinson, l’inventore dell’email. Deceduto a 74 anni in seguito a un attacco cardiaco, Tomlinson è di quei nomi poco famosi ma molto importanti per il progresso tecnologico degli ultimi 40 anni. Quando si parla d’email, d’altronde, si parla praticamente della stessa essenza di Internet: comunicazioni rapide e veloci senza barriere.

Tomlinson inviò la prima email nel 1971, quando lavorava presso Bolt, Beranek and Newman (BBN o BBN Technologies), un’azienda che fu determinante per lo sviluppo di una versione molto precoce di Internet, nota come ARPANET.

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